Durante la settimana tra il 09 e il 16 marzo, il mondo del volley diffonderà il messaggio di “Diamo il meglio di noi”.

La Lega Pallavolo Serie A si unisce alla campagna “Diamo il meglio di noi” promossa dal Centro Nazionale Trapianti. Durante la settimana tra il 9 e il 16 marzo, diverse squadre e giocatori appoggeranno e condivideranno il messaggio dell’iniziativa che, giunta quest’anno alla sua quarta edizione, si propone di sensibilizzare il pubblico in merito alla donazione e trapianto di organi, tessuti e cellule. Un tema che è molto vicino alla sensibilità italiana: nel 2018 ad esempio, si è registrato un “boom” di trapianti, con un conseguente calo vertiginoso delle liste di attesa. I numeri parlano chiaro: nel 2017 i pazienti in attesa della fatidica chiamata erano 6.683, mentre nel 2018 sono diventati 6.521. E il 2019 non è stato da meno, registrando per l’Italia diversi primati internazionali di trapianti, fiore all’occhiello della sanità e dell’innovazione del paese. Sempre più cittadini del Belpaese infatti compiono la scelta di iscriversi all’Aido, l’associazione italiana dei donatori, o comunque lasciano precise volontà in merito: sono infatti più di cinque milioni e mezzo gli italiani che hanno detto sì alla donazione degli organi, ovvero oltre il 70%. Ma per quanto il bilancio sia di anno in anno sempre in crescente positivo, si può sempre fare di più, e meglio. A partire dalla sensibilizzazione: ecco perché il Centro Nazionale Trapianti ha rinnovato anche quest’anno la campagna “Diamo il meglio di noi” che in questa edizione vede la collaborazione con la Lega Pallavolo Serie A, che si è impegnata a veicolare il messaggio positivo per una intera settimana, tramite i social network, le newsletter e il sito web. A schierarsi in prima linea anche Andrea Lucchetta, campione del mondo di pallavolo e oggi commentatore sportivo della Rai. Una collaborazione che non prevede solo una adesione virtuale da parte della Lega ma anche di larga parte delle società del massimo campionato di pallavolo maschile.  Una collaborazione che è stata annunciata con grande entusiasmo da Massimo Cardillo, direttore del CNT, che ha sottolineato come sia fondamentale «raccontare che il trapianto salva la vita delle persone e restituisce ai pazienti un’esistenza normale, fatta anche di sport». L’intenzione è infatti quella di veicolare l’importanza del binomio esistente tra l’attività sportiva e il trapianto di organi. «I risultati del nostro protocollo di ricerca ‘Trapianto… e adesso sport’ – ha aggiunto Cardillo – hanno dimostrato che praticare un’attività fisica controllata fa bene sia a chi è in attesa di ricevere un trapianto, sia a chi lo ha già ricevuto». Se da un lato infatti l’esercizio fisico «consente di arrivare all’intervento in una condizione migliore», dall’altro si rivela fondamentale anche nel prevenire «l’insorgere di malattie croniche connesse all’assunzione dei farmaci immunosoppressori» nelle persone che si sono sottoposte ad un trapianto.

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