La famiglia di Diamo il meglio di noi si allarga con un ingresso quanto mai significativo e importante. La nota azienda piemontese di bevande LURISIA,

già premiata al Welfare Index PMI 2016 come la seconda azienda italiana per le ‘best practice’ in favore dei dipendenti, ha sottoscritto con il Centro nazionale Trapianti l’accordo quadro, nel quale si impegnerà a svolgere una serie di azioni di comunicazioni nei confronti dei dipendenti per sensibilizzarli sul tema della donazione di organi, tessuti e cellule.

A dimostrazione del fatto che si può ‘donare’ in tanti modi nel 2015 l’azienda si è fatta promotrice di un’iniziativa di accoglienza e integrazione per 60 rifugiati politici che ora sono coinvolti attivamente nella vita della comunità svolgendo servizi di volontariato come la pulizia delle strade e la manutenzione del verde.

Alessandro Invernizzi, titolare e CEO dell’azienda, che conosce il problema e l’importanza dei trapianti molto da vicino ed è da anni impegnatissimo nel sensibilizzare i giovani delle scuole sul tema della donazione organi, ha espresso tutta la sua soddisfazione per la firma dell’accordo dando ampia disponibilità per future azioni di comunicazione congiunte tra Ministero della Salute e ‘Lurisia’.

 “Per Lurisia le persone sono al centro del nostro agire. Con l’acqua aiutiamo le persone a essere più sane e con le bibite più felici. Da qualche hanno abbiamo preso coscienza della necessità di essere noi il motore del cambiamento e di non delegarlo più agli altri, e nel mondo che vorremmo il donare è sicuramente un punto importante. Donare noi stessi agli altri è il dono più prezioso. Crediamo anche nell’importanza del gruppo e del condividere, aderire a “Diamo il meglio di noi”, ci permette di far parte di un bellissimo gruppo e di condividere la nostra voglia di un mondo migliore con loro. 

Io stesso –continua il CEO di Lurisia–  nel 2010 ho ricevuto il dono di un “nuovo midollo” da parte di un ragazzo tedesco, sfortunatamente molte volte si capisce l’importanza di questo gesto solo quando si è coinvolti direttamente, “Diamo il meglio di noi” è invece l’opportunità e lo strumento per sensibilizzare al donare come atto a prescindere dal coinvolgimento diretto alla sofferenza. Ho vissuto diversi mesi nel reparto di ematologia dell’ospedale di Cuneo, e la vera necessità non erano più posti letto, più medicinali o più infermieri e medici, la cosa che serviva di più erano donatori di midollo e di sangue.”