“Scegliere di donare un organo è il gesto più rivoluzionario e senza clamore che una persona possa fare”.

Con queste parole, Nives Meroi ha racchiuso il senso dell’incontro “Oltre la vetta. La vita dopo il trapianto”, che si è svolto ieri sera in una gremita Sala del Gran Consiglio al Palazzo Ducale di Genova. L’alpinista italiana, ospite con il marito e compagno di cordata Romano Benet, ha aperto la serata con un emozionante racconto di imprese sportive e di vita. Dopo la malattia e due trapianti di midollo osseo, Romano Benet ha raggiunto la vetta dell’Annapurna in Nepal nel maggio 2017. Al suo fianco, come sempre, Nives Meroi.
Accanto ai due alpinisti, i tecnici del nostro sistema trapianti (Alessandro Nanni Costa, direttore generale del Centro Nazionale Trapianti, Nicoletta Sacchi, direttore del Registro IBMDR, Andrea Gianelli Castiglione, coordinatore regionale per i trapianti della Liguria e Mauro Salizzoni, direttore del centro trapianti di fegato di Torino) hanno affrontato alcuni dei tempi più caldi e dibattuti del momento, come il rispetto dell’anonimato tra donatore e ricevente, gli innovativi farmaci contro l’epatite C e l’importanza di una pratica sportiva regolare per chi ha ricevuto un trapianto.